Partecipattivi
diario di bordo

Il binomio alunno-insegnante per comprendere la Scuola davvero vivibile

Articolo a cura di Angelica Agnello 

Scriveva Louis Kahn “Le scuole sono cominciare con un uomo sotto a un albero, che non sapeva di essere un maestro, e che esponeva ciò che aveva compreso ad alcuni altri, che non sapevano di essere degli studenti. Gli studenti […] si auguravano che anche i loro figli ascoltassero un uomo simile e presto si eressero di spazi necessari”. Spazi che lo stesso Kahn, uno degli architetti più influenti del XX secolo, definiva belli ma superficiali perché non riflettevano più lo spirito dell’uomo sotto l’albero.

Studenti e insegnanti, personale scolastico e tanti altri attori, ogni giorno passano metà della loro giornata tra le pareti di istituti scolastici che spesso riteniamo luoghi invivibili, ma perché? Cosa intendiamo per vivibilità e come immaginiamo una scuola più bella e più vivibile?

All’interno del Forum “Scuola Vivibile” abbiamo provato a immaginare una scuola dove il decoro e la pulizia parta dalle singole aule, attraversi i corridoi, e arrivi fino agli spazi comuni utilizzati durante le attività complementari, una scuola accogliente e inclusiva che riesca a creare, attraverso spazi e azioni, un senso di appartenenza e comunità. Ma una scuola vivibile è, in primo luogo, uno spazio democratico dove tutti i bambini e le bambine hanno la stessa opportunità di studiare e formarsi come cittadini/e consapevoli: una scuola uguale per tutti senza distinzioni tra scuola di serie A e scuole di serie B nel confronto tra classi dello stesso istituto o tra istituti differenti.

Immaginiamo una scuola che educa alla bellezza, che sia accessibile a 360°, ma che ritrovi lo spirito dell’uomo sotto l’albero, senza il quale rimarrebbe un semplice involucro edilizio chiuso al mondo circostante. Si! Perché spesso è questa l’immagine delle scuole che conosciamo: un luogo dove alcuni, adulti e bambini, passano il loro tempo come un qualcosa di limitato, con un inizio e una fine, con spazi e tempi ben definiti, tracciando una linea ideale che sembri marcare il confine tra un dentro e un fuori.

Al contrario, invece, riteniamo fondamentale che la scuola si apra al territorio e che non chiuda il portone quando insegnanti e alunni vanno a casa: la scuola è, o dovrebbe diventare, un punto di riferimento per il quartiere dove insiste, o meglio per l’intera città.  Una “scuola aperta” anche dopo il suono della campanella, quindi, non può fermarsi al solo insegnamento didattico previsto dall’ordinamento, ma deve essere intesa come uno spazio di aggregazione dove palestre, biblioteche, laboratori e giardini di pertinenza si configurano come luoghi educativi anche fuori dall’orario e dal calendario scolastico e questo può accadere solo grazie allo scambio e al confronto con tutti coloro che, a titolo diverso e con diverse competenze, gravitano su quel territorio.

Ricordando esperienze condotte, e buone pratiche già sperimentate in Italia e anche nella nostra Città, infatti risulta determinante individuare gli attori di questo processo che non possono limitarsi al binomio alunno-insegnante. Genitori, anziani, imprese del terzo settore si configurano come attori fondamentali per sviluppare progetti capaci di creare comunità e legami, spesso inesistenti tanto nei quartieri periferici quanto in quelli centrali delle nostre città.

Bisogna quindi riattivare una partecipazione concreta e ridefinire il “mondo scolastico” immaginando nuovi percorsi di coinvolgimento, ma soprattutto aprire le scuole alle cittadine e ai cittadini che vogliono e possono contribuire attivamente a nuove iniziative, diventando promotori culturali e allo stesso tempo fruitori di nuovi servizi innovativi, capaci di rimettere la scuola al centro delle dinamiche territoriali.
Riconsiderare i compiti e il ruolo che una scuola può avere, non soltanto per la formazione dei cittadini di domani, ma per tutti coloro che vivono e animano un quartiere e che, insieme, possono contribuire a rendere la Scuola un Bene Comune.

Articolo a cura di Angelica Agnello 

Il presente articolo è stato redatto a seguito dell’attività legata al Forum On Line – Scuola vivibile, il cui report è disponibile qui.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: