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Strumenti per la salvaguardia, i risultati del terzo incontro del laboratorio tematico sul tema della violenza sui minori

Il terzo incontro del laboratorio tematico sulla violenza sui minori si è concentrato sulla presenza delle donne migranti a Palermo che, nonostante sia storicamente consistente, solo recentemente ha generato associazioni gestite da loro.

Le donne della comunità si propongono a sostegno delle altre donne nella logica dell’accompagnamento, al fine di sviluppare un’autonomia di percorsi. Lo stesso Centro anti-violenza de Le Onde di Palermo si basa su questa modalità che riprende le esperienze diffuse nell’area anglosassone.

Il modello, per il quale ci si può confrontare con le esperienze di altri Paesi per poi implementarle, si ripropone di connettere la comunità al territorio attraverso un corpo intermedio affidabile, che agisca col supporto dell’Amministrazione locale, del tessuto associativo e, in particolare, dell’associazionismo femminile. Le interlocutrici ideali sono quindi giovani donne immigrate di seconda generazione, con un forte collegamento alla comunità di origine e allo stesso tempo inserite nel territorio.

Dal punto di vista operativo è stata sottolineata l’efficacia del lavoro con le ragazze appartenenti proprio alle seconde e terze generazioni. Si tratta infatti di fare empowerment delle ragazze coinvolgendo le scuole e le differenti realtà attive sul territorio, da questo punto di vista dovrebbero essere valorizzate le mediatrici che si sono formate negli ultimi anni e che sono frutto di una seconda generazione emancipata.

L’obiettivo è fornire degli strumenti all’Istituzione scolastica e al contempo costruire dei dispositivi operativi per sostenere le donne nei processi di salvaguardia e tutela di diritti che il nostro quadro normativo e culturale, a fronte di un lungo processo di emancipazione, hanno definito come fondamentali.

Si tratta allora di incrociare esperienze ed energie sperimentate nei servizi che negli anni sono stati attivati e che non hanno avuto continuità, e le nuove realtà e competenze che, nel frattempo, sono emerse.

Il modello dovrebbe essere in grado di entrare nelle scuole, ma non limitarsi a queste, e quindi avere il cuore pulsante al di fuori di esse. Il dispositivo di intervento mira alla prevenzione e quindi alla conoscenza attraverso persone che sono già state attive nelle scuole o nelle università oltre che nel terzo settore e nelle Istituzioni. Necessaria è inoltre, una concreta proiezione operativa: scuole aperte al territorio che interagiscano con le esperienze della consulta e con l’impegno del terzo settore.

 

Partecip@ttivi è un’iniziativa di democrazia partecipata del Comune di Palermo, in collaborazione con FPA SrlNeXt – Nuove Energie X il territorioClacLattanzio Communication.

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