Partecipattivi
diario di bordoPRG

Il percorso di revisione del PRG di Palermo: riflessioni e proposte

Schermata 2014-10-08 a 16.09.13Incontro con i rappresentanti dell’istituto Gramsci Siciliano

Durante l’incontro con alcuni esperti e studiosi delli’Istituto Gramsci Siciliano abbiamo ripercorso alcuni dei temi già trattati dal gruppo nel corso di un convegno svoltosi il 13 e 14 marzo 2014 presso la Camera di Commercio proprio sul percorso di revisione del Piano Regolatore Generale della città di Palermo.

Ne riportiamo di seguito i principali punti emersi, ben sintetizzati dal documento finale prodotto dall’Istituto:

DOPO LE GIORNATE DI STUDIO UNA CONSULTA CITTADINA PER IL NUOVO PRG

Inoltre, nel corso del convegno sono state esposte delle tavole realizzate da alcuni degli studiosi intervenuti e in particolare su: il rischio idreogeologico, sugli spazi abbandonati, sui sulle proprietà pubbliche e sui servizi sul rischio strutturale. Per loro gentile concessione le renderemo consultabili su questo blog nei prossimi giorni.

 

One comment
  1. Prof Gustavo Cecchini

    Dopo l’elezione di Orlando anch’io ho sperato in un cambiamento radicale e mi sono messo a disposizione dell’Amm.ne, con la mia associazione Asiter e con le mie competenze di professore di pianificazione territoriale, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Ho visto le prime forme di partecipazione in alcune trattorie lungo la costa gremite e organizzate come passerella del Sindaco e del suo gruppo. Ho capito che non vi era niente da fare. Dall’anno scorso, oramai in pensione, mi sono trasferito a Siracusa in una villetta stanco e stufo di abitare a Palermo. Venendo al punto del PRG ritengo che sia inutile qualunque forma di partecipazione dopo avere emanato le Direttive e mentre è in corso lo Schema di massima. Paghiamo lo scotto di una Regione che non ha ancora legiferato su una seria legge di gestione del territorio, l’unica rimasta in Italia dove tra l’altro manca una legge quadro nazionale. E quindi siamo ancora ancorati al vecchio e inutile PRG. Si dovrebbe cominciare a fare il PRG della rete ecologica interna alla città tenendo conto dei suoi collegamenti esterni almeno con i Comuni della cintura metropolitana conurbata e solo in seguito ragionare sulle urbanizzazioni. La rete ecologica non dovrebbe soltanto cercare di collegare le diverse aree vincolate per la tutela ambientale ma cercare anche di unire le diverse aree a verde, comprese le ville storiche e laddove possibile far tornare alla luce i fiumi e i torrenti sotterranei. Andiamo verso dei cambiamenti climatici che oltre all’innalzamento delle temperature porteranno sempre più a dissesti idrogeologici per piogge intense e brevi. A tal fine occorre rivedere il progetto del canale di gronda della città e dei suoi collegamenti con il sistema idrografico sotterraneo e non. La rete ecologica dovrebbe essere accompagnata dalla rete dei servizi pubblici con preferenza ai nodi d’intermodalità del trasporto pubblico, utilizzando tutte le aree oggi disponibili. Tutte le problematiche residenziali e quelle di tipo commerciale, artigianale e industriale, comprese anche quelle portuali, vanno strategicamente viste nella dimensione Metropolitana. Purtroppo le competenze tecniche dentro il Comune e quelle esterne dei responsabili politici a cominciare dall’assessore alla viabilità e anche a quanto pare alla pianificazione del territorio non sono adeguate alle responsabilità interdisciplinari che questi settori comportano. Il progetto del tram, oltre ai disagi alla circolazione ha già abbattuto circa mille alberi in una città già molto carente di verde, come afferma il Prof Riggio. Forse era sufficiente mettere i bus in sede propria effettiva eliminando i posteggi lungo le traiettorie interessate e soprattutto risolvere i problemi dell’intermodalità, incentivando economicamente l’abbandono della macchina personale. I nodi intermodali se opportunamente scelti potevano attraverso il PRG divenire luoghi di servizi pubblici e privati. I cambiamenti di destinazione d’uso e di eventuali abbattimenti oltre che degli espropri di aree, potevano essere governati mediante la procedura della perequazione fondiaria già in uso in diverse regioni italiane. Godetevi cari ex concittadini i travagli odierni e futuri di una Città Metropolitana (sulla carta ma non nella sostanza) che non avrà mai un equilibrio urbano e territoriale.

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: